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Nuova conoscenza sul modello di ecosistema di servizi digitali per il business
Contesto e problema di ricerca
La crescente diffusione dei modelli di business basati su piattaforma ha evidenziato un forte squilibrio tra grandi attori digitali globali e PMI, enti e organizzazioni tradizionali, che incontrano difficoltà concrete nell’adozione di tali modelli.
In particolare:
- i modelli piattaforma esistenti sono prevalentemente product-centric;
- l’accesso all’ecosistema è spesso subordinato a vincoli tecnologici o contrattuali;
- la cooperazione tra pari è limitata;
- la composizione dinamica dei servizi non è nativamente supportata.
Il problema di ricerca affrontato dal progetto AURIGA-PBM è quindi:
come progettare un ecosistema digitale di servizi per il business che sia aperto, non product-centrico, tecnologicamente eterogeneo e accessibile anche a organizzazioni di dimensioni ridotte.
Stato dell’arte implicito e limiti affrontati
Gli ecosistemi digitali più diffusi si collocano prevalentemente in una delle seguenti categorie:
- ecosistemi di prodotto, centrati su un attore dominante;
- ecosistemi di estensione (add-on), con capacità limitata di cooperazione tra servizi;
- marketplace digitali focalizzati sulla distribuzione più che sulla composizione.
Questi modelli presentano limiti strutturali in termini di:
- apertura
- governance condivisa
- supporto alla coopetition
- trasferibilità verso contesti PMI.
La letteratura fornisce numerosi contributi concettuali, ma pochi modelli operativi validati sperimentalmente.
Nuova conoscenza introdotta dal progetto
Il progetto AURIGA-PBM introduce una nuova conoscenza definendo e validando operativamente il concetto di Digital Service Ecosystem for Business (DSEB).
Gli elementi innovativi principali sono:
Classificazione in specie digitali dell’ecosistema
Nel DSEB:
- i servizi digitali sono le unità fondamentali dell’ecosistema
- possono essere atomici o compositi
- sono progettati per essere riusabili e componibili.
I servizi digitali che sono classificati nella stessa specie hanno il potenziale di poter interagire tra loro creando ulteriori servizi, quelli compositi.
Uno stesso servizio digitale può appartenere a più specie digitali. Le specie digitali possono cambiare nel ciclo di vita del DSEB, dipendentemente dall’esperienza comunque raccolta dall’ecosistema.
Ecosistema peer-to-peer non product-centric
Il DSEB:
- non prevede né un prodotto un attore leader
- abilita relazioni tra pari
- consente a ogni attore di mantenere autonomia tecnologica e strategica.
Coopetition come meccanismo strutturale
Il modello supporta nativamente:
- composizione dinamica dei servizi -coalizioni tra servizi digitali anche concorrenti.
Soluzione progettata
Il DSEB è progettato come un ecosistema governato da una piattaforma neutrale (IT-PMS) che:
- abilita la scoperta e la composizione dei servizi;
- supporta diversi modelli di business;
- governa le regole di partecipazione;
- garantisce interoperabilità e controllo.
Il modello è indipendente dalle tecnologie adottate dai singoli fornitori.
Metodologia di valutazione e misure adottate
La validazione del DSEB è stata condotta attraverso:
- realizzazione di prototipi funzionali;
- sperimentazione su casi d’uso reali;
- misurazione delle capacità dell’ecosistema tramite metriche definite nel TR6.
Le misure utilizzate includono:
- tempi di integrazione dei servizi
- effort di composizione
- qualità tecnica delle soluzioni risultanti
- sostenibilità nel tempo delle coalizioni.
Evidenze sperimentali e risultati
Le sperimentazioni mostrano che:
- il DSEB consente la composizione di servizi eterogenei;
- la coopetition è realizzabile in modo governato;
- l’ecosistema supporta l’evoluzione progressiva dei servizi.
Le evidenze quantitative dettagliate sono presentate nei documenti dedicati a integrabilità, manutenibilità e sicurezza.
Callout – Risultati chiave del progetto
Ecosistema non product-centrico
I servizi, non i prodotti, sono al centro.
Cooperazione tra pari
Fornitori e consumatori partecipano senza alcuna mediazione, ma rispettando solo gli standard previsti da DSEB.
Composizione dinamica dei servizi
Le composizioni di servizi nascono dall’orchestrazione di servizi elementari e/o compositi.
Apertura e sostenibilità
Nessun lock-in tecnologico.
Valore per fornitori e consumatori di servizi
Per i fornitori
- accesso a nuovi mercati;
- valorizzazione dei servizi esistenti;
- riduzione del rischio di investimento.
Per i consumatori
- soluzioni personalizzabili;
- maggiore resilienza;
- riduzione del lock-in.
Limiti e direzioni future
Dai risultati emerge che:
- la governance dell’ecosistema deve evolvere con la crescita degli attori;
- la standardizzazione delle descrizioni dei servizi è una direzione futura;
- l’industrializzazione consoliderà il modello.